La grandezza dei calici alla base degli eccessi di vino. Lo dice una ricerca inglese


Finora nell’occhio del ciclone c’era il gomito, adesso tocca al bicchiere: è la sua grandezza a farci bere troppo vino. Questa la conclusione di un gruppo di ricercatori inglesi dopo aver esaminato l’evoluzione dei calici negli ultimi 300 anni. In particolare, gli studiosi dell’Università di Cambridge hanno appurato come si sia passati da una 65 ml a una di 450 ml. Un cambiamento che, secondo loro, stimola un maggiore consumo.

IL BICCHIERE SI È INGRANDITO NEGLI ANNI ’90

La lunga e accurata analisi è stata illustrata da Theresa Marteau, direttore dell’unità di ricerca su comportamento e salute del prestigioso ateneo. È stata lei a spiegare che il suo team è partito dall’esame del bicchiere da vino diffuso nel 1700. Nello specifico, sono stati valutati quelli custoditi all’Ashmolean museum di Oxford. A seguire, poi, sono stati misurati quelli del XIX secolo presenti a Buckingham Palace e quelli più recenti del catalogo di John Lewis.

Intervistata dal quotidiano The Guardian, la Marteu ha evidenziato come l’aumento della capacità è stato per lungo tempo graduale. Il punto di svolta c’è stato negli anni ’90, un periodo che, manco a farlo apposta, noi italiani identifichiamo con la “Milano da bere”. È a ridosso del terzo millennio che il bicchiere da vino raggiunge i 450 ml, parenti strettissimi del mezzo litro.

L’ESPERIMENTO CHE CONFERMEREBBE LA TESI 

Ma basta un bicchiere più grande a giustificare un maggiore consumo di vino? I ricercatori di Cambridge hanno voluto verificare questa tesi con un esperimento condotto sul campo. In un wine bar della suggestiva (e studiosa) cittadina a pochi chilometri da Londra: qui hanno osservato cosa succedeva vendendo 175 ml di vino in orari diversi e in tre tipi di bicchieri dalla capacità differente. Ne è venuto fuori che le vendite sono aumentate del 14% con il bicchiere più grande. Nessun cambiamento, invece, con gli altri due tipi di calici.

 

 

 

Fonte foto: www.pexels.com

Commenti

commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Send this to friend