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Tradire i supermercati conviene Un’indagine rivela che cambiare spesso punto vendita fa risparmiare. E anche molto.

04 ottobre 2017,   By ,   0 Comments

Il tradimento è conveniente… se le corna le mettiamo ai supermercati. Lo confermano i risultati dell’indagine che Altroconsumo dedica ogni anno al comportamento dei consumatori nelle grandi catene alimentari. Chi non compra sempre nello stesso posto, ma gira per trovare il prezzo migliore, spende meno degli altri. La ricerca ha calcolato che il risparmio ottenuto dai consumatori “infedeli” può arrivare fino a 1.000 euro su base annua.

 

MOLTI SUPERMERCATI, MOLTI PREZZI

L’alto livello concorrenziale raggiunto nella cosiddetta Grande Distribuzione è all’origine di questa possibilità di ridurre il costo della spesa. “In questo momento c’è una vasta offerta, e molto differenziata, soprattutto nelle grandi città” afferma Marco Buffon, curatore dell’indagine. “Le differenze di prezzo sono molto ampie, si può arrivare a spendere meno della metà per lo stesso prodotto da un punto vendita all’altro”. Un aspetto interessante della ricerca è quello relativo alle differenze di prezzo, spesso anche consistenti, all’interno della stessa catena. Quando c’è una concentrazione eccessiva di negozi, la competizione tra i singoli punti vendita prescinde dalla condivisione della stessa insegna. Altro dato interessante è relativo alla qualità del prodotto: spesso il migliore è quello che porta la marca del supermercato. Da segnalare, poi, come l’indagine abbia registrato un crescente disinteresse per le promozioni quantitative, tipo il tre per due.

È sempre più il prezzo in sé a fare la differenza.

 

LA MAPPA GEOGRAFICA DEL RISPARMIO

Se è vero che è la concorrenza a determinare il risparmio, è anche vero che la situazione varia da regione a regione. In Calabria, ad esempio, il livello competitivo è ancora basso, mentre al Centro-Nord è molto elevato. Volendo stilare una classifica territoriale, Roma si aggiudica la palma della convenienza con un risparmio medio di 788 euro. A seguire troviamo Modena (584), Torino (576), Piacenza (563) e Latina (562). Le città con i prezzi meno differenziati sono, invece, Foggia e Viterbo: lì si risparmiano poco meno di 70 euro. Tirando le somme, si può affermare che le condizioni per una spesa più vantaggiosa sono due. La prima non dipende molto dal consumatore ed è relativa al livello di concorrenza: più supermercati, più risparmio. La seconda, invece, dipende esclusivamente dal consumatore e dal suo essere fedele ad un punto vendita: più lo tradisce, meno spende.

 

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