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I surgelati non dichiarati diventano reato Passibili di condanna i ristoratori che non ne evidenziano l’uso nei menu

25 luglio 2017,   By ,   0 Comments

La Cassazione lo ha stabilito con chiarezza definitiva: è reato non indicare l’uso di prodotti surgelati al ristorante. Come dire che chi li impiega in cucina senza dichiararli nei menù compie una frode a danno dei consumatori. E poiché il menù è un “contratto” stipulato con i clienti, l’omessa indicazione della presenza di surgelati va multata. La sanzione? È pari a € 200, un importo apparentemente leggero se non fosse che ad esso vanno aggiunte le spese processuali. E anche qualche mese di reclusione per i casi più gravi.

 

I SURGELATI NON SONO UN TABÙ SE INDICATI CHIARAMENTE

Il pronunciamento della Cassazione è arrivato sotto forma di conferma di una condanna comminata ad un ristoratore milanese. Costretto, appunto, a pagare di € 200 di multa e ben € 2000 di spese processuali. Questa sentenza, però, è solo l’ultimo di una serie di procedimenti giudiziari. In questi anni è finito sotto indagine un gran numero di osterie e ristoranti cinesi che servono prodotti congelati. Così come pasticcerie di lusso che per preparare le loro ricette devono ‘abbattere’ i prodotti. La conclusione è stata sempre la stessa: i surgelati possono essere utilizzati, ma si deve dichiarare il loro impiego.

 

E sì perché la surgelazione, di per sé, non c’entra niente, anzi. Come ben sappiamo, i prodotti congelati ci aiutano quotidianamente a risolvere le nostre esigenze di gusto e praticità. Il punto è che noi siamo consapevoli di cosa stiamo comprando quando ci avviciniamo ai pozzetti dei supermercati. Stesso discorso quando ci troviamo al ristorante e ordiniamo un piatto in cui è correttamente indicata la presenza dei surgelati.

La Suprema Corte, invece, ha voluto ribadire con forza un concetto semplice: non si può spacciare per fresco ciò che fresco non è.

 

A questo punto, ristoratori e chef sono avvertiti. Devono prestare attenzione a quello che scrivono nei menu e nella lista delle vivande. Non possono più bluffare, a meno di commettere un delitto di cui all’art. 515 del Codice Penale. Ma i consumatori cosa possono fare per difendersi? Tenere gli occhi aperti, è il caso di dire.

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