Apple sta sperimentando il brevetto di un contenitore circolare e anti umidità


Caso mai dovesse arrivare in Italia, sappiate che il contenitore per la pizza rotondo è un omaggio a Steve Jobs, oltre che un brevetto Apple. Curioso a dirsi ma è proprio così: il colosso informatico sta sperimentando l’originale packaging nel nuovo campus di Cupertino. La notizia è apparsa sul quotidiano The Guardian, che ha ricostruito la genesi dell’originale invenzione.

La pizza nel contenitore rotondo è un’idea italiana

Tutto inizia nel 2012 quando Francesco Longoni, italiano e responsabile ristorazione di Apple, pensa ad un contenitore per pizza circolare come la sua forma. Nel pieno rispetto della logica produttiva aziendale, l’obiettivo è quello di migliorare la pausa pranzo dei dipendenti, cioè di rendere più confortevole il loro lavoro. A monte, però, c’è una motivazione più romantica: ricordare con un brevetto geniale Steve Jobs, che della pizza era un amante.

A cinque anni dal suo deposito, quel brevetto è ora diventato un prototipo che i lavoratori Apple stanno sperimentando già da qualche settimana. E, a quanto pare, è destinato ad avere successo grazie ad una serie di accorgimenti che garantiscono una migliore conservazione della fragranza della pizza. Forma a parte, infatti, il contenitore è pensato per ovviare a due precise problematiche: formazione di umidità e schiacciamento del prodotto.

Prodotto integro e senza umidità

Longoni ha risolto la questione dell’umidità sollevando la pizza dal fondo della scatola con una serie di anelli concentrici e favorendo la circolazione dell’aria con una serie di buchi sul coperchio. Lo schiacciamento durante il trasporto è, invece, evitato da un rafforzamento delle pareti laterali. Il tutto utilizzando materiali ecosostenibili.

L’innovativo contenitore non è stato ancora pubblicizzato, ma questo è semplicemente dovuto al fatto che è in fase sperimentale. Completati i test e apportati i giusti miglioramenti, il porta pizza rotondo sarà lanciato in grande stile. Magari abbinato a qualche app da scaricare sull’iPhone.

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Fonte foto: www.culturaeculture.it

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