Per effetto del crollo nella produzione, le scorte di olio 100% italiano si esauriranno in sei mesi


Giusto il tempo di arrivare a giugno e, poi, sarà davvero arduo trovare bottiglie di olio Made in Italy. Come se non bastasse, il loro prezzo medio sarà quasi sicuramente superiore agli € 8. Non si tratta di una profezia nefanda, ma di una proiezione molto attendibile elaborata dalla Coldiretti sulla base di dati che segnalano un crollo del 38% nella produzione nazionale del più rinomato dei condimenti vegetali.

L’olio e.v.o in Italia

Le regioni che risentiranno maggiormente del calo produttivo sono la Puglia, quella che più delle altre contribuirà a fare dell’Italia il secondo produttore mondiale nel biennio 2016/17, la Calabria e la Sicilia. Proprio all’ombra dell’Etna le ragioni della drastica riduzione sono tutte di origine meteorologica e coincidono, in gran parte, con le temperature primaverili che hanno causato perdite durante la fioritura degli ulivi.

L’olio e.v.o in Europa

Nessun quadro apocalittico e nessuna ipotesi complottistica, dunque, ma il semplice alternarsi delle stagioni con annate terribili, come fu quella del 2014, e annate contraddistinte da un ottimo livello qualitativo, come fu quella dell’anno scorso. La preoccupazione, semmai, potrebbe derivare dal fatto che c’è stato un forte calo anche nei paesi dove normalmente ci approvvigioniamo come la Grecia (-20%) e la Tunisia (-21%).

A far da compensatori ci penseranno, però, i turchi, che hanno incrementato addirittura del 33% la loro produzione, e gli spagnoli, che hanno mantenuto i livelli produttivi dello scorso anno confermandosi leader mondiali. Con tanto olio importato, bisognerà prestare molto attenzione alle etichette essendo consapevoli che gli oli d’oliva stranieri tendono inevitabilmente a degradarsi a causa dei lunghi trasporti in nave o autobotti.

Consiglio

Per garantirsi il gusto dell’olio extravergine d’oliva italiano anche in una stagione di crisi, il consiglio pratico è quello di fare necessità virtù. Come? In generale, riducendo il consumo di grassi e, in particolare, facendo maggiore ricorso a quelli animali, specie per quelle preparazioni in cui sono maggiormente indicati.

Insomma, almeno per un anno chi, come noi, ama l’extravergine dovrà accontentarsi di un… filo d’olio.

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