Presto le etichette indicheranno la produzione in purezza delle varietà nazionali


Il riso è un “classico” non sarà più solo un modo di dire per indicare una scelta alimentare azzeccata. Sarà anche un’utile indicazione per scegliere meglio il prodotto da mettere nel carrello della spesa. D’ora innanzi, infatti, l’aggettivo classico individuerà confezioni di riso che contengono le varietà nazionali in purezza. Quali sono queste varietà? È presto detto: Carnaroli, Arborio, Roma o Baldo, Ribe, Vialone Nano e S. Andrea.

Il riso italiano senza miscele e tracciato

Questa importante innovazione nell’etichettatura è frutto dell’aggiornamento di una normativa risalente al 1958. La sua introduzione consentirà al consumatore una nuova opportunità di acquisto. Finora, infatti, il confezionamento avveniva miscelando quasi esclusivamente varietà tradizionali con altre simili per lunghezza e larghezza. Di conseguenza, era molto difficile trovare confezioni in purezza e, soprattutto, riconoscerle. La situazione è cambiata con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della nuova riforma del mercato interno del riso. Ora basterà solo prestare un po’ di attenzione all’etichetta. Se c’è scritto “classico”, vuol dire che in quel pacco c’è una varietà italiana al 100% e dalla tracciabilità garantita.

riso
Fonte: www.hpba.pl

Un assist alla produzione italiana

Prevedibile il consenso al provvedimento di associazioni di categoria come la Coldiretti. D’altronde, i dati dicono che un pacco di riso su quattro venduto in Italia contiene prodotto straniero. E spesso proveniente da Paesi dove non sono rispettati gli stessi standard ambientali, sociali e di sicurezza. L’indicazione di purezza potrebbe far da traino, quindi, ad un maggiore consumo di varietà made in Italy. Le ragioni ci sarebbero tutte se si valutano le qualità organolettiche delle varietà di riso nazionali. A partire dal Carnaroli, dalla forma allungata e ricco di amido, e dall’Arborio, dai chicchi che aumentano di volume durante la cottura. E senza dimenticare il Vialone Nano, primo riso in Europa ad ottenere il riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta.

Come dire che non ci sono più ragioni per non fare del riso italiano un “classico”.

 

 

Foto copertina: www.greatbritishchefes.com

Commenti

commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Send this to friend