Il popolare musicista rivela un significativo aspetto del suo stile di vita


Anche se la lunga carriera dei Pooh è giunta al capolinea, Red Canzian è di nuovo in giro per l’Italia. Non per suonare, però. Questa volta è in tour per promuovere “Sano, vegano italiano”, il libro scritto con la figlia Chiara che racconta un aspetto, significativo anche se poco noto, della sua vita privata. Anzi, per essere precisi, del suo stile di vita, che pratica da diversi anni con convinzione. Noi abbiamo raggiunto Red Canzian in una pausa del suo book tour e gli abbiamo chiesto cosa significa mangiare “sano, vegano e italiano”.

RED CANZIAN, LE RAGIONI DI UNA SCELTA VEGANA

Red, il vostro libro mette insieme racconti di vita e sana cucina. Cosa ti ha spinto a scriverlo in questo modo?

E’ un libro che ho voluto scrivere per smussare quegli angoli che purtroppo spesso si sentono, si vedono. Con questi schieramenti di onnivori che si accaniscono nei confronti dei poveri vegani e qualche vegano magari a volte troppo integralista nel raccontare le sue idee, le sue verità. Allora io ho voluto scrivere un libro che mettesse…non d’accordo, ma che creasse un punto di incontro. Finché ci facciamo la guerra, finché facciamo gli scontri e non i confronti non arriviamo mai a nulla.

Vissani non può dire che vorrebbe vedere tutti i vegani morti e forse i vegani è meglio che non usano certe espressioni come: “hai un cadavere sul piatto”. Perché sono quelle forme, quelle forzature di violenza, che allontanano la gente. Invece io, col mio libro, la gente voglio avvicinarla. E sta succedendo perché con queste presentazioni, che stiamo facendo in giro per l’Italia, stiamo conquistando veramente il cuore e l’attenzione di tantissima gente.

Red, nel libro esponi le tue idee con convinzione, ma senza intolleranze…

Assolutamente! Io pensa non mangio carne da venti anni, ma non ce l’ho col contadino che ha 7 mucche, che se le munge a mano, che le conosce per nome, che gli muoiono di vecchiaia. Io ce l’ho con gli allevamenti intensivi, che in Italia ci sono 30 milioni di animali allevati, ai quali vengono dati 1.300 tonnellate di antibiotici. Il 70% degli antibiotici prodotti in Italia va a finire nella carne che poi la gente mangia! Capisci? Questi sono i veri problemi: questi animali per crescere in fretta, per fare carne, per fare massa vengono pompati con gli ormoni della crescita. E poi ci stupiamo che i nostri figli, a dieci anni, hanno il 40 di piede e alle bambine vengono le mestruazioni a 9 anni. Ma è chiaro è tutto forzato, è tutto in quello che noi mangiamo.

Red, per promuovere il libro, hai messo a punto un format di presentazione molto originale. Non solo parole, vero?

Ci siamo inventati questa cosa: andare a presentare il libro nei ristoranti. Per cui 100 persone a cena, 120 ogni sera, Chiara in cucina che, con la brigata del ristorante, preparano una cena meravigliosa di 5 portate, dove la carne non fa sentire nessuna mancanza perché tutti sono stra-felici di quello che mangiano. Prima della cena, alle 19.30/20, presentiamo il libro. Sta avendo un successo incredibile questa cosa, ma quello che mi piace sai cos’è? che arrivano le famiglie, cioè mamma papà e magari due figli, che dicono “noi già stiamo tentando di mangiare sempre meno carne, ma stasera abbiamo mangiato delle cose buonissime e abbiamo capito che possiamo tranquillamente farne a meno!”.

IL VEGANESIMO ITALIANO

Red, parliamo dell’aggettivo “italiano” che hai usato per definire il tuo modo di essere vegano. Cosa intendi?

“Sano, vegano italiano” perché noi evitiamo il più possibile di utilizzare quei cibi che, in qualche maniera, spaventano anche la massaia italiana media che legge Seitan, Tofu, Bulgur, tutte queste parole che sono lontane da noi. La carne vegetale che usiamo noi, che usa Chiara, è il muscolo di grano, che è questo prodotto straordinario inventato in Italia, in Calabria, pensa 30 anni fa. Ed è molto meglio del Seitan, innanzitutto perché viene fatto con la farina Senatore Cappelli, che è un’antica farina italiana, e mescolata alla farina di lenticchie. E’ un prodotto proteico e con molto meno glutine del Seitan. Il Tofu proprio non lo capisco e non mi piace, non mi interessa, ne si può fare tranquillamente a meno. Chiara fa, per esempio, una ricotta col latte di mandorle che fa cagliare con aceto e sale, ed è una meraviglia! Una via di mezzo fra un brie, una ricotta, un formaggio tenero, uno stracchino. Ed è stra-buono e stra-italiano.

Red, a proposito di veganesimo all’italiana, non possiamo dimenticare i tanti piatti senza carne della tradizione…

Le nostre nonne, con poco, hanno inventato dei piatti meravigliosi. Pensiamo a Napoli: la pasta e “patane”, meravigliosa. La caponata in Sicilia, la pappa al pomodoro e la ribollita in Toscana, la farinata di ceci in Liguria, pasta col radicchio e i fagioli nel Veneto, le orecchiette con le cime di rapa piuttosto che il pure di fave con le cicorielle. Abbiamo piatti straordinari in Italia e poi soprattutto abbiamo la fortuna di avere il più bel condimento del mondo, il più sano, che è l’olio d’oliva.

IL CONSIGLIO GUSTOPRATICO VEGANO DI RED CANZIAN

Red, chiudiamo con un consiglio gustopratico. Hai poco tempo a disposizione, ma vuoi mangiare senza rinunciare né al sapore né ai principi vegani: cosa prepari?

Viviamo in un paese dove ci sono tanti piatti vegani ma, nella peggiore delle ipotesi e delle frette, ho un piatto di pasta aglio, olio e peperoncino, due paccheri al pomodoro, e tu sei un uomo felice, con un’insalata, non hai bisogno di altro.

 

 

 

Fonte foto: www.birikina.it

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