Un decreto legge modifica il sistema dei ticket. Con interessanti novità


Il sistema dei buoni pasto sta per vivere una piccola rivoluzione. Merito del decreto legislativo n.122 emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico entrato in vigore il 8 settembre. Cosa cambia con le nuove disposizioni? Molto, con numerose novità che, nei fatti, ne aumenteranno notevolmente la possibilità di impiego.

Ecco le principali, e sostanziali, modifiche introdotte.

I BUONI PASTO E IL NUOVO LIMITE GIORNALIERO

La prima variazione di cui tenere conto è quello del limite quotidiano. Si passa da un ticket al giorno ad un tetto massimo di otto per volta. L’introduzione del nuovo limite dovrebbe chiarire i dubbi sulla fruizione dei benefici fiscali per l’utilizzo di più ticket in contemporanea. Ad esempio, per fare la spesa al supermercato o per andare all’agriturismo. Altra novità di grande interesse è quella relativa alla platea dei fruitori. In base alla la nuova direttiva, i buoni pasto non sono più un’esclusiva dei dipendenti full-time. D’ora in poi potranno essere erogati anche a dipendenti part-time e a collaboratori esterni delle aziende. E, nel primo caso, anche se l’orario di lavoro non prevede una pausa pranzo.

AUMENTANO I POSTI DOVE SPENDERLI

I buoni pasto cartacei o elettronici potranno essere usati nei supermercati, negli agriturismi, negli ittiturismi e negli spacci aziendali. Li si potrà spendere anche al di fuori dei giorni lavorativi. Potranno essere inoltre utilizzati per “la vendita e il consumo sul posto di prodotti provenienti da fondi agricoli”. A patto che il tutto sia gestito dai proprietari, e imprenditori, di quei terreni. I ticket dovranno essere spesi per tutto il loro valore facciale, che in media è pari a 4 euro. In un supermercato, quindi, daranno diritto ad una spesa massima di 32 euro. Attenzione, senza la possibilità di avere resto: questo si intende quando si dice “per tutto il loro valore facciale”.

IL DIVIETO DI CESSIONE

Rimane il divieto di cedere i propri buoni pasto a terzi. Il ticket rimarrà un mezzo di pagamento che non si può regalare o vendere. Questo, naturalmente, in teoria: sono numerosi i casi di chi li dà a parenti e amici. In un contesto di debole efficacia dei controlli è facile fare i “furbetti del ticket”

Per saperne di più: www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/08/10/17G00134/sg

 

Fonte foto: www.lavoroediritti.com

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