Kimbo lancia sul mercato fusilli e paccheri realizzati con acqua, grano duro e caffeina


“No, grazie. La pasta mi rende nervoso”.

È questa l’inedita risposta che presto potrebbe riecheggiare nelle sale di qualche ristorante particolarmente aperto alle innovazioni di gusto. Il motivo? Il matrimonio tra pasta e caffè che Kimbo ha appena “celebrato” mettendo in commercio ben quattro formati al sapor di caffeina dell’alimento principe della dieta mediterranea.

Le tante ricette presenti sul web rivelano che questo connubio non è una novità, è decisamente innovativa, invece, l’idea dell’azienda napoletana di serializzare la produzione di impasti a base di caffè. Non più, quindi, un’opzione alla portata di chef sperimentatori e casalinghe abili nelle preparazioni manuali, ma una possibilità che, a breve, tutti potranno mettersi andando semplicemente al supermercato.

La lavorazione della pasta al caffè

I formati al caffè commercializzati da Kimbo sono prodotti nella Fabbrica della Pasta, storico pastificio artigianale di Gragnano, e hanno la forma di Fusilloni, Caccavella, Paccheri e Mezzi Paccheri. La loro lavorazione rispecchia le antiche tradizioni gragnanesi prevedendo la trafilatura al bronzo e l’essiccazione lenta a basse temperature.

La ricetta degli impasti prevede una percentuale di polvere di caffè pari all’8% oltre, naturalmente, all’acqua e alla semola di grano duro. Dal punto di vista cromatico, il tipico colore dorato si arricchisce delle sfumature scure del caffè; il sapore, dal canto suo, si propone delicato e deciso prestandosi a svariate interpretazioni.

PASTA AL CAFFE 2
Foto: www.kimbo.it

Buona e salutare

Interessante i risultati di uno studio condotto dal prof. Alberto Ritieni, Ordinario di Chimica degli Alimenti del Dipartimento di Farmacia della Federico II di Napoli: la quantità di caffeina che rimane nell’impasto dopo la cottura garantirebbe valori salutistici ideali per chi pratica sport e per chi segue diete povere di sodio.

Rimane in piedi la questione relativa al gusto, ma questa, si sa, ha confini molto soggettivi. L’unica soluzione è assaggiarla…

 

 

 

Foto copertina: www.kimbo.it

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