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La dieta con la pausa Uno stop di due settimane aiuterebbe a perdere chili. Lo rivela una ricerca australiana

22 settembre 2017,   By ,   0 Comments
Foto: www.pexels.com

Sei a dieta? Fai una pausa e mangia come gli altri. Il desiderio nascosto di chi si mette a stecchetto non è più una tentazione da evitare, ma un’indicazione terapeutica. Questo almeno sembrano evidenziare i risultati di una ricerca dell’Università della Tasmania pubblicati sulla rivista International Journal for Obesity. Secondo gli studiosi australiani non ci sarebbero molti dubbi: i regimi dietetici migliori sono quelli intermittenti. Per essere chiari, quelli in cui la cura dimagrante è intervallata da periodi con pasti senza restrizioni, ma senza esagerazioni.

 

LA DIETA INTERMITTENTE FA BRUCIARE PIÙ GRASSI

La ricerca ha confrontato gli effetti di una dieta continuativa con quelli di una intermittente. Protagonisti dell’esperimento sono stati cinquantuno uomini obesi che, divisi in due gruppi, hanno seguito un regime ipocalorico. Ad un gruppo è stata assegnata una cura dimagrante da seguire senza interruzioni per sedici settimane, all’altro una con interruzioni. Questa seconda cura alternava quattordici giorni di dieta rigida con quattordici giorni di stop, per un totale di 30 settimane. Notevole la sorpresa quando si è trattato di comparare i risultati: la dieta intermittente aveva fatto perdere più peso. La sorpresa è aumentata dopo sei mesi quando si è valutato come i due gruppi avevano mantenuto la forma. Gli appartenenti al secondo gruppo registravano una perdita di peso superiore di otto chili rispetto agli altri. Come dire che la dieta continuativa si era rivelata meno efficace anche alla distanza.

 

LE RAGIONI DI UN RISULTATO SORPRENDENTE

La probabile causa del sorprendente risultato è il particolare funzionamento del metabolismo. Il nostro organismo brucia, infatti, meno calorie quando inizia ad eliminare una notevole quantità di chili. Gli esperti la considerano una forma di autodifesa che il corpo attiva per evitare di perdere risorse vitali. Una sorta di ‘battaglia per la sopravvivenza’ che, però, renderebbe più complicata la riduzione di peso. Il discorso, però, sembrerebbe cambiare se per alcuni giorni si torna a mangiare normalmente. Questa tecnica ingannerebbe l’organismo che, non percependo alcun “pericolo”, tornerebbe ad aumentare la quantità di grassi bruciati. A quel punto si potrebbe riprendere la dieta: ridurre le calorie significherebbe perdere chili più rapidamente.

 

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