Si chiama I love Nursia ed è prodotta dai monaci benedettini della cittadina umbra


La storia della birra incrocia spesso quella dei monasteri, ma in questo caso l’incrocio ha il sapore speciale della speranza. Sì, perché sono in vendita le prime confezioni di “I love Nursia”, la birra prodotta dai monaci di Norcia utilizzando ciò che è stato risparmiato dal terremoto del 24 agosto 2016. In realtà, le scosse hanno reso impraticabile il birrificio benedettino, ma, fortunatamente, non hanno colpito i tank di fermentazione.

Di conseguenza, tutto il liquido che vi era contenuto ha continuato la sua maturazione e dopo Pasqua è stato imbottigliato. “Questa birra è rimasta nei fermentatori per tutti i mesi del sisma.” ha sottolineato il priore del monastero di San Benedetto in Monte “Il terremoto gli ha donato un gusto unico. Un gusto che speriamo di non dovere assaggiare più.”

La birra del terremoto in due versioni limited edition

Le birre “I love Nursia” si presentano nella versione Bionda e nella versione Extra, ma, purtroppo, in quantità estremamente limitata. Sono poche migliaia le confezioni con l’etichetta speciale, all’incirca cinquemila, e sono vendute solo presso il monastero e di sabato. In parole povere, si tratta di una produzione una tantum, in attesa che venga completata la ricostruzione del monastero.

Al di là dell’aspetto commerciale e della sua portata limitata, la vendita delle birre “I love Nursia” ha un evidente valore simbolico. Chiarito bene dalle parole riportate sull’etichetta: “Si riemerge con la città”. Ne sono convinti i monaci umbri, che hanno attrezzato un piccolo negozio nel container dove risiedono da sei mesi. Nella speranza di ritornare presto nella loro casa e continuare a fare i birrai, così come avviene da 1500 anni.

 

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