Gli effetti sulla salute e sull'ambiente tra dubbi e certezze


Le polemiche sull’olio di palma sono terrorismo alimentare? No, si poggiano su valide ragioni, anche se non mancano false credenze.

Non ci sono dubbi che il tema della deforestazione e quello della sua nocività fanno dell’olio di palma l’ingrediente che mette d’accordo medici ed ambientalisti, facendo storcere il naso alle principali aziende che lo usano.

È altrettanto vero, però, che in questa battaglia senza esclusione di colpi non mancano accuse infondate che hanno generato allarmismo tra i consumatori.

Ma dove si nasconde la verità?

 

L’olio di palma fa male?
Ebbene sì: l’olio di palma che ritroviamo nella stragrande maggioranza dei prodotti è nocivo alla salute.
Bisogna, però, evitare preoccupazioni inutili. Come ogni altro cibo, infatti, la sua nocività dipende da due fattori: quantità ingerita e qualità.
Esistono tre tipi di olio di palma, che si diversificano per l’origine e la lavorazione a cui vengono sottoposti: olio di palma grezzo, olio di palmisto e olio di palma raffinato.
Quest’ultimo è quello industriale ed è il risultato del bifrazionamento e della raffinazione, due fasi di lavorazione che consentono di convertirlo in forma liquida.
È durante tali processi che l’olio di palma perde tutte le sue proprietà benefiche a favore dei soli acidi grassi saturi.

L’olio di palma è il più dannoso?
Dopo le aspre polemiche mosse nei confronti dell’olio di palma, molte aziende hanno pensato bene di sostituirlo con altri oli, come quelli di girasole, di oliva e di mais. Altre, però, sono passate dalla padella alla brace optando per l’olio di cocco, il burro di karitè o il burro di cacao, tutti ingredienti con percentuali di grassi saturi addirittura superiori a quelle presenti nell’olio di palma. Che, quindi, non è il più dannoso degli oli utilizzati dall’industria alimentare.

L’olio di palma favorisce la deforestazione?
Proprio così: l’industria dell’olio di palma è la maggiore responsabile della deforestazione nel sud-est asiatico, in particolare in Malesia ed Indonesia.
Tra il 2000 ed il 2012 l’Indonesia ha perso 60.000 chilometri quadrati di foresta tropicale, un’area grande all’incirca come l’intera Irlanda. E nel 2012, sempre in Indonesia, la deforestazione ha colpito ben 840 mila ettari, mentre in Brasile ne ha colpiti altri 460 mila. Numeri che giustificano la lunga battaglia portata avanti dagli ambientalisti contro l’olio di palma.

L’olio di palma è cancerogeno?
Credere che l’olio di palma sia responsabile di molte malattie tumorali è sbagliato: nella letteratura scientifica non vi è alcun riscontro che comprovi la correlazione diretta tra olio di palma e insorgenza di tumori. Si tratta, dunque, di accuse infondate o che confondono l’olio di palma con altre sostanze.

La coltivazione della palma da olio richiede meno suolo?
Se pensate che si tratti di un frutto poco sostenibile, la risposta è no: ogni albero, infatti, produce caschi variabili dai 10 ai 40 kg e la polpa dei suoi frutti rossastri è ricca di olio per circa il 45%-65%.
Per avere una resa simile, altre piante richiedono un’estensione di terreno fino a undici volte superiore.
Queste piante, inoltre, non necessitano di irrigazione: la pioggia tropicale delle zone calde e umide in cui crescono è sufficiente al loro sviluppo.
Rispetto ad altre colture richiedono, dunque, un consumo inferiore di acqua, pesticidi e fertilizzanti.

L’olio di palma è presente nella stragrande maggioranza di cibi per l’infanzia?
È assolutamente così: l’industria alimentare italiana è affezionata all’olio di palma perché, da un punto di vista chimico, è simile al burro e, soprattutto, perché costa poco. Purtroppo lo ritroviamo ancora in una lunghissima lista nera di prodotti per l’infanzia. Ad esempio, nei biscotti e nelle merendine, nelle farciture dei dolci confezionati e in quelle creme spalmabili di cui si va ghiotti sin da piccoli.
Va detto, però, che è in netta crescita l’offerta di prodotti, per l’infanzia e non, senza olio di palma.
Un chiaro effetto della crescente attenzione dei consumatori verso gli alimenti salutari, naturali o industriali che siano.

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