In Sicilia e Calabria si diffondono le coltivazioni del limone caviale


Quella del finger lime è una storia di emigrazione al contrario che potrebbe fare la fortuna dell’agricoltura meridionale. E la gioia di gourmet e vegani. Chiamato anche limone caviale o caviale di agrumi, il finger lime è originario dell’Australia, per la precisione della costa orientale subtropicale, ma da pochi anni è stato impiantato con ottimi risultati sia in Sicilia, in Calabria e nel Lazio. Aprendo interessanti (e nuove) prospettive per l’imprenditoria agricola locale.

FINGER LIME, IL CAVIALE VEGETALE

Sono tante le peculiarità del finger lime che lasciano prevedere un apprezzamento sempre crescente di consumatori e addetti ai lavori. La polpa, innanzitutto, a cui si deve la similitudine con il caviale: è composta da tante vescicole sferiche. Un insieme di chicchi dal sapore fortemente aromatico che, allo stesso tempo, richiama lime, limone e pompelmo. Un mix molto particolare che, a seconda della varietà, oscilla tra l’acidulo e il dolce.

Il finger lime è indicatissimo per il pesce, specie se crudo, per i dolci al cucchiaio a base di cioccolato e per la preparazione di cocktail. Al di là del sapore, c’è un altro aspetto che lo sta facendo preferire agli altri agrumi. I caratteristici chicchi della polpa trattengono il succo e, quindi, non c’è fuoriuscita di liquido fino alla loro masticazione. I risultati positivi? Il crudo non si ossida, l’insalata non si “cuoce” e il gusto di un cocktail non si squilibra.

LE PROPRIETÀ BENEFICHE

Il finger lime appartiene al genere Microcitrus, ha la forma di un piccolo cetriolo ed il suo albero si presenta piccolo e spinoso. Quello che più conta, però, sono le buone quantità di vitamine C e B6, acido folico e di potassio. Tutte caratteristiche che gli conferiscono proprietà antisettiche e digestive rendendolo anche rinfrescante e diuretico.

… E QUELLE ECONOMICHE

Il finger lime è caviale anche nel prezzo, visto che il suo costo oscilla intorno ai cento euro al chilo. È lecito supporre, però, che questo non sarà un limite alla sua diffusione in Italia, al contrario potrebbe rivelarsi un fattore accelerante. Perché i produttori potrebbero contare su coltivazioni molto redditizie, mentre i consumatori potrebbero avvantaggiarsi di una filiera più corta. D’altronde, Milano è più vicina a Catania che a Sidney. Considerazione banale per un successo annunciato.

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