Cresce la diffusione di impasti a base di legumi e semi


Rispetto alla pasta di grano duro hanno un costo superiore, ma in compenso sono salutari, facilitano le diete e, per di più, si prestano ad interpretazioni davvero gustose: le “paste alternative” stanno conquistando rapidamente il favore dei consumatori. Agevolata da una crescente diffusione nei supermercati, l’offerta di impasti non tradizionali è molto variegata presentandosi sia nella declinazione di formati leguminosi, per esempio fusilli di piselli o sedanini di lenticchie rosse, sia in quella di paste a base di semi, per esempio penne ai semi di lino o maccheroni ai semi di canapa.

Se è vero che le farine di semi sono generalmente integrate con farine di grano duro per favorirne la lavorazione, è anche vero che la pasta di legumi può essere realizzata al 100% con farina priva di glutine. Il che, naturalmente, la rende ideale per chi soffre di celiachia. Superfluo, poi, sottolineare come entrambi i tipi di impasti siano adatti a vegetariani e vegani e, soprattutto, a chi segue una dieta. Insomma, è tempo di provare il sapore “nuovo” delle paste alternative e non solo per scelte alimentari o per curiosità da gourmet: ci sono almeno 4 buoni motivi per inserirle nel nostro menu settimanale.

1. FANNO SENTIRE PIÙ SAZI

Una delle proprietà principali delle paste a base di legumi o di semi è il basso indice glicemico. Più questo diminuisce, minore è la quantità di insulina rilasciata nel nostro corpo con il doppio vantaggio di veder ridotto il senso di fame e, contemporaneamente, anche il deposito di grasso. Detto in altri termini, l’effetto sazietà dura più a lungo quando si consumano paste alternative.

2. SONO BENEFICHE

I semi da cui si ricavano le farine di canapa e lino sono ricchi di Omega 3 e calcio, di conseguenza gli impasti che le prevedono aiutano a prevenire le patologie cardiovascolari (quella a base di semi di canapa) e l’osteoporosi nelle donne in menopausa (quella a base di semi di lino). L’elenco degli effetti benefici continua, tra gli altri, con quelli garantiti dalle farine di semi di girasole e zucca.  In questo caso il contributo positivo è dato dalla ricchezza di acido folico (prezioso in fase di gravidanza) e di vitamine E (protettrici delle cellule anti-invecchiamento).

3. SONO POVERE DI AMIDI E RICCHE DI PROTEINE ANIMALI E FIBRE

Le paste a base di legumi aiutano a diminuire il consumo di carne garantendo un apporto proteico doppio rispetto a quello delle paste a base di semola (il 20% ogni 100 grammi contro il 10%). Ancora più clamoroso il distacco in termini di apporto di fibre (20% contro 2/3%), mentre il rapporto si inverte passando alla presenza di amidi (50% a fronte del 70% della pasta tradizionale). A proposito di pasta a base di legumi, va segnalato che la dose ideale da consumare è pari a 65/70 grammi: è questo proprio per evitare un eccessivo consumo proteico.

4. TENGONO LA COTTURA E SONO GUSTOSE

Forse è quando si cucinano che le paste alternative riservano più sorprese: che siano di legumi o di semi tengono molto meglio la cottura e, rispetto alle tradizionali, sono più gustose perché conservano bene il sapore dell’alimento di provenienza, specie se si tratta di legumi.

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L’attenzione, semmai, va posta ai condimenti che, sempre nel caso di legumi e sempre per evitare eccessi proteici, è preferibile non siano preparati con carni e o salumi. Meglio optare per un buon pesto o per un sugo leggero di pomodoro fresco.

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