Il suo solare carattere vulcanico si rivela nel teatro, nella musica, nell’arte contemporanea. Ma è con il cibo che Marisa Laurito ama comunicare i suoi sentimenti più profondi


L’abbiamo raggiunta al telefono mentre provava il suo nuovo spettacolo “Sud and South amici per la pelle” ma, disponibile e simpatica come sempre, non ha esitato a mettere momentaneamente da parte la sua passione per la musica e il teatro. D’altronde, dovevamo fare quattro chiacchiere a proposito di un altro suo grande amore: il cibo. Il cibo con la c maiuscola, quello che dà gusto alla vita.

Marisa, partiamo dalla tua idea di gusto. Se ti chiedessero una definizione, quale daresti?

Bella domanda… È banale dirlo, ma il gusto è qualcosa di estremamente soggettivo. Mi vengono in mente le parole di Neruda che, chiamato a definire la sua pittura, sottolineava come l’arte fosse tutto ciò che valeva innanzitutto per noi stessi. Ecco, direi che il gusto è tutto ciò che ci regala soddisfazione e piacere e questo, inevitabilmente, varia da persona a persona. 

Nella tua idea di gusto il cibo che ruolo gioca? Ha un valore centrale?

E sì, perché una delle cose che mi dà più gioia è far sentire il mio affetto alle persone che amo. In questo senso, la passione per la cucina mi aiuta moltissimo: con il cibo si trasmettono sentimenti in modo diretto e senza bisogno di troppe parole. La buona cucina è il gusto della mia vita.

Come fai a conciliare il buon cibo con i tuoi mille impegni professionali?

L’essere nata a Napoli mi ha regalato un doppio vantaggio: la possibilità di apprezzare una delle più buone cucine del mondo e, allo stesso tempo, l’arte di sapersi arrangiare. L’aver fatto tanta gavetta ha poi ulteriormente sviluppato questo senso pratico per cui trovo sempre il modo di non sacrificare il gusto sull’altare dello stress.

Come fai quando sei lontana da casa oppure hai poco tempo a disposizione?

Beh, quando sono in giro faccio molto affidamento su ristoranti, negozi e botteghe che ho conosciuto negli anni: mai cibo spazzatura, se sono alle strette preferisco le insalate.

Se sono a casa e ho poco tempo, do fondo alle mie riserve di “surgelati casalinghi”.

Surgelati casalinghi?

Certo… Avanzi di parmigiana, avanzi di pasta al forno, friarielli già lavati. Hai voglia di quante cose buone si possono surgelare: il freezer è un alleato prezioso di chi non vuole rinunciare alle cose buone. E poi aiuta a ridurre gli sprechi.

Tu sei una convinta sostenitrice della lotta agli sprechi alimentari, giusto?

È un argomento che mi sta particolarmente a cuore perché è davvero vergognoso questo spreco generale. Oltre alla mia particolare attenzione a non buttare via nulla, mi piacerebbe fare qualcosa per sensibilizzare sempre più persone.

Per esempio, i catering e i ristoranti dovrebbero mettersi d’accordo con enti di solidarietà per donare il cibo avanzato. In alcuni casi lo fanno già, ma dovrebbe essere un fenomeno decisamente più diffuso.

In casa, invece, cosa si potrebbe fare per consumare in maniera responsabile?

Innanzitutto imparare a usare i prodotti nella giusta quantità e, poi, allontanarsi dall’idea di preparare piatti luculliani solo per fotografarli ed esibirli sui social network.

Ci vuole un maggiore senso etico nel consumo e più rispetto per il cibo. Due valori da praticare quotidianamente.

Marisa, per chiudere, regalaci un tuo consiglio “gustopratico”?

Mah, più che un consiglio vi racconto un aneddoto. Nel periodo in cui lavoravo con Eduardo De Filippo, un giorno decisi di invitare a casa l’intera compagnia teatrale. L’idea era di cucinare una lasagna di verdure, fatta con pasta fresca. Il problema fu che, una volta cotta, la pasta si rivelò una colla. Ero disperata! Fortuna che avevo dei barattoli di pomodori secchi, che io stessa avevo preparato in precedenza, conditi con olive, capperi ed acciughe: li utilizzai per condire degli spaghetti. Fu un successo, realizzato in dieci minuti. Morale della favola: che sia in frigo o in dispensa, tenete sempre pronto qualcosa di buono per condire un po’ di pasta.

SCHEDA BIOGRAFICA

Marisa Laurito è nata a Napoli il 19 aprile del 1951. Di una travolgente e vulcanica simpatia, coltiva molte passioni come la pittura, la scultura, la musica e il cibo.

È una delle poche attrici italiane a poter vantare una lunga militanza nella compagnia teatrale di Eduardo De Filippo, con la quale ha debuttato nel 1969 in “Le bugie con le gambe lunghe”.

Durante gli anni ’70 la sua attività teatrale è stata intensa, ma il grande successo arriva negli anni ’80 quando è protagonista in tv di “Quelli della Notte”, il programma cult di Renzo Arbore che le apre le porte del piccolo schermo dove ha condotto numerose trasmissioni, su tutte “Marisa la Nuit” e “Buonasera Raffaella” con Raffaella Carrà.

Corposa anche l’esperienza cinematografica iniziata con “La mazzetta” di Sergio Corbucci e proseguita per altri 33 film, tra cui “Terre Nuove”, al fianco di Antonio Banderas, che le è valso il premio come migliore attrice al Festival del Cinema di Bogotà.

Da ricordare anche una partecipazione al Festival di Sanremo del 1989 con il brano “Il babà è una cosa seria”, un titolo che la dice lunga sul suo amore per la cucina di cui il libro “Le ricette di casa Laurito…Avanzi tutta” è un’altra preziosa testimonianza.

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