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Nergi, l’extrafrutto da conoscere Proprietà nutritive e comodità di consumo lo candidano a snack naturale del futuro

03 ottobre 2017,   By ,   0 Comments

Qualcuno lo ha ribattezzato baby kiwi, ma lui un nome già ce l’ha: nergi. Un nome che è tutto un programma visto che per molti nutrizionisti è un autentico concentrato di energia. È stato definito un extra-frutto per questo motivo, ma non solo. Il nergi ha anche il grande vantaggio di essere molto pratico da consumare. È piccolo, non si deve sbucciare e ha un sapore dolce con un giusto equilibrio fra acidità e zucchero. Inoltre è coltivato anche in Italia, per l’esattezza in Piemonte, e non è OGM perché esiste da secoli.

LE PROPRIETÀ NUTRITIVE DEL NERGI

I nergi hanno dimensioni simili a quelle dei chicchi d’uva, una forma lievemente allungata e una buccia verde e sottile. Si raccolgono sul finire dell’estate e pesano dagli otto ai quindici grammi. La pianta che li produce è la Actinidia Arguta, una rampicante che raggiunge anche i dieci metri di altezza. È originaria dell’Asia Centrale, ma le varietà attualmente coltivate sono il risultato di incroci naturali effettuati in Nuova Zelanda. La definizione di extra-frutto trova giustificazione nel profilo nutrizionale dei nergi. Un etto di prodotto contiene 52,5 mg di vitamina C, molto più dell’arancio (39,7 mg) e del ribes (40 mg). Al suo interno troviamo, però, anche vitamina E, fibra e minerali come magnesio calcio e fosforo. Il tutto a fronte di sole 52 Kcal, sempre per 100 gr di prodotto. Queste proprietà e le comode modalità di consumo li rendono perfetti per uno spuntino rapido ed energizzante.

IL FUTURO COMMERCIALE DEI NERGI

Il futuro dei nergi sembra decisamente roseo anche per ragioni di carattere tecnico e produttivo. Le ha spiegate bene Domenico Paschetta, produttore nonché presidente di Ortofruit Italia, associazione che aggrega circa 500 aziende frutticole piemontesi. “La crisi e i cambiamenti climatici hanno spinto le aziende a innovare” ha affermato. “Con la coltivazione delle pesche in declino e il kiwi colpito dalla batteriosi, si è deciso di puntare sul nergi che, per le sue dimensioni, verrà commercializzato assieme ai frutti di bosco”. Fino a qualche anno fa era difficile trovarli, oggi iniziano ad essere reperibili in molti supermercati, soprattutto nel Nord Italia. Si trovano nei reparti dei frutti di bosco e sono in vendita soltanto da settembre a novembre. I frutti sono confezionati in comode vaschette di plastica e in pratici shaker, buoni per essere consumati mentre si cammina. Il prezzo? Non proprio economico, ma, va detto, siamo ancora all’inizio. Per il resto, le premesse ci sono tutte per fare del nergi un piccolo grande frutto. Di cui sentiremo parlare e, soprattutto, mangiare.

 

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