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La frutta dell’estate Cosa mangiare in vacanza? Albicocche in spiaggia e prugne in montagna

11 luglio 2017,   By ,   0 Comments

Ogni vacanza ha le sue esigenze nutrizionali ma la frutta va sempre bene, soprattutto quando si sceglie quella giusta. Perché un conto è ritrovarsi su una spiaggia assolata, un conto è passeggiare in montagna. Cambiando le condizioni climatiche, cambiano le esigenze del nostro organismo. Lo ha spiegato bene il nutrizionista Giorgio Donegani, esperto del progetto Fruit24 promosso dal ministero delle Politiche Agricole per promuovere il consumo di frutta e verdura.

 

LA FRUTTA PER IL MARE

Stando ai suoi consigli, chi va a mare fa bene a portarsi con sé albicocche, anguria o pesche. È questa la scorta giusta di frutta per proteggere (e abbronzare) la pelle, dissetarsi e fare il pieno di energia.

Le albicocche non possono mancare per la ricchezza di betacarotene, un antiossidante che stimola la produzione di melanina. Ciò significa abbronzarsi più facilmente e migliorare la resistenza della pelle allo stress dei raggi solari.

Forte di una composizione che vanta il 92% di acqua, l’anguria è dissetante e, grazie alla “sua” citrullina, favorisce lo smaltimento dell’ammonio e di altre tossine. Anch’essa ricca di acqua, la pesca stimola le secrezioni gastriche favorendo la digestione. In più, garantisce un buon apporto di vitamine e sali minerali, quanto mai utili nella calura marina.

 

LA FRUTTA PER LA MONTAGNA

Anche chi ama l’alta quota può fare affidamento sulla frutta, specialmente su prugne, mirtilli e melone.

La prugna garantisce due benefici: uno tonificante, che si traduce in un carico di energia, e uno depurativo, che consente di eliminare più facilmente le scorie prodotte dall’attività fisica.

I mirtilli, meglio se selvatici, sono fornitori di vitamina C e antociani. Questi ultimi sono dei pigmenti che migliorano la sensibilità della retina e aiutano chi soffre di vene varicose e fragilità capillare. Dal canto suo, il melone è un ottimo remineralizzante e tonico muscolare. Grazie alla ricchezza di potassio (ne ha più della banana) e alla tanta vitamina A presente nella sua polpa.

 

Come dire che non contano i metri sul livello del mare, conta mangiare la frutta giusta al posto giusto.

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